Le 4 parole-chiave dell’animatore

Come non si è cristiani da soli ma sempre insieme ad altri, così non si è ministranti da soli ma lo si è insieme. Si è un gruppo di ministranti. C’è bisogno poi di un punto di riferimento che aiuti chi è gli inizi e chi è ormai da tanto tempo che svolge questo servizio a crescere sempre più non solo nel servizio liturgico ben fatto ma anche nell’amicizia con Gesù. Altrimenti non si è ministranti ma semplici aiutanti di qualcuno…

Cosa fa un animatore?
Un animatore di un gruppo ministranti non deve solo coordinare lo svolgimento del servizio liturgico, nè la sua figura coincide con il cosiddetto cerimoniere (ossia il coordinatore del servizio di una celebrazione liturgica) , ma è anche la persona che si preoccupa di aiutare ogni ragazzo/a a sentirsi parte del gruppo, ad animare, appunto il gruppo, attraverso non solo incontri formativi ma anche momenti di festa e di gioco (perchè la “comunione” che noi cerchiamo di vivere fra di noi è a 360°!). E’ indispensabile quindi che chi presta questo servizio di animatore abbia un rapporto speciale con il proprio parroco, con il sacerdote di riferimento, con qualcuno più avanti nel cammino di fede per poter migliorarsi sempre e svolgere al meglio il proprio compito.

Chi può essere un animatore?
Può essere una persona più grande (un ragazzo/a, giovane, adulto) che ha già una certa esperienza di fede e di servizio, che sa farsi piccolo e sa mostrare con i fatti e poi con le parole qual è lo stile di servizio d’amore che viene chiesto a ogni ministrante.

trainingPAROLA CHIAVE/1: ASCOLTARE
Essere animatore resta un dono dello Spirito Santo alla Chiesa e perciò rivolgiti a lui nella preghiera. Per essere aggiornato, sapere come agire, tieni d’occhi il calendario degli incontri formativi specifici della tua diocesi.
Guardati attorno e forse puoi trovare molti aiuti:a) Ci sono sicuramente alcuni giovani, forse anche papà, che a suo tempo svolsero il tuo stesso incarico. Informati, combina di incontrarli, senti la loro esperienza.b) Se hai un sacrista esperto puoi trovare in lui una fonte inesauribile di osservazioni, dettagli, tradizioni locali da non trasgredire… Non fare mai da padrone in chiesa, c’è il sacrestano che vi lavora tutto il giorno, magari decenni. Chiedere, avvisare, rendere partecipe: oltre che utile è rispettoso. Il sacrista dovrebbe essere un po’ come lo zio del gruppo chierichetti, un venerabile e spesso saggio parente.c) Se nelle parrocchie vicine alla tua conosci l’esistenza di qualche buon gruppo chierichetti ben guidato e organizzato, procurati di conoscere il responsabile, l’orario dei loro incontri e vai qualche volta a vedere come fanno…d) Per le vesti dei chierichetti, che sono sempre un problema, vedi se c’è la disponibilità delle mamme degli stessi chierichetti a lavarle e stirarle, oppure, chiedendo, si possono trovare quelle brave mamme che lo farebbero per tutti…e) Quando vuoi organizzare un momento di gioco o una festa per mantenere viva e bella l’amicizia tra i componenti del gruppo chiedi l’aiuto a qualche bravo amico della tua parrocchia che ci sa fare in queste cose e con i ragazzi.

giovane-esploratore-con-l_4dbed2e28ae99-pPAROLA CHIAVE/2: CHIAMARE
Chiamare cioè, far conoscere questa bella possibilità di servizio e di amicizia. In genere lo si può fare in coincidenza con la ripresa delle attività catechistiche e parrocchiali, dopo la metà di Settembre. Il gruppo ministranti è un gruppo che si vede e non ha di solito bisogno di pubblicità. Infatti capita frequentemente che siano i ragazzi stessi a chiedere di poterne fare parte. In questo modo è lo stesso gruppo ministranti, per il fatto di esistere e di servire, a costituire il richiamo necessario. C’è chi lo fa con un bel volantino illustrativo che invita ad un appuntamento (orario e data) nel quale si presenta la proposta e il tipo di impegno. C’è quel responsabile che lo fa personalmente chiedendo il permesso alle rispettive catechiste (chiaramente in accordo con il don) e facendo il giro dei vari gruppi e magari portando con sé alcuni chierichetti vestiti con la veste liturgica (stile arruolamento). C’è chi lo fa annunciare dentro gli avvisi della S. Messa. C’è chi lo propone ai suoi amici…Ma la prima attrattiva è quanto amore e quanta generosità traspare dal nostro stesso essere ministranti….

fiore20nel20desertoPAROLA CHIAVE/3: SEMINARE
SEMINARE: cioè educare. Educare significa «tirar fuori»: a te spetta il compito di tirar fuori il meglio, sviluppare  tutte le doti e le belle qualità dei ragazzi che incontri. Educare significa anche  «orientare»: cerca allora di aiutare i tuoi ragazzi a ordinare e armonizzare le loro capacità i loro progetti facendo in modo che camminino incontro a grandi ideali, anzi, incontro ad una persona speciale: Dio. Aiutali a scoprire il «mondo della preghiera, a leggere e ad ascoltare la Parola di Dio e ad  un cammino serio di direzione spirituale. Il tuo compito di animatore dei ministranti non si risolve nell’insegnare le tecniche del servizio. Prima di tutto, infatti, li devi aiutare a comprendere la grande importanza umana e spirituale di ciò che fanno e della missione che compiono: essere collabo­ratori di Dio per aiutarlo a realizzare il suo sogno di salvezza per tutti: mettere le proprie capacità e doti a favore della Grande Famiglia che è la Chiesa. Tieni presente che hai una responsabilità presso i ragazzi che segui: quella di formarli allo stile del Vangelo e non semplicemente quella di insegnare i riti e i nomi. Preoccupati di aiutarli a crescere come amici di Dio e come fratelli di ogni uomo.Ti viene chiesta tanta pazienza e tanto amore senza forzare mai i tempi: ma è proprio sull’amore che si gioca il servizio!

bussola-nuovaPAROLA CHIAVE/4: ORGANIZZARE
L’organizzazione è indispensabile, sia nei confronti del servizio, sia nei confronti dei ragazzi. Nei confronti del servizio:
•    garantire la presenza a tutte le Messe prefestive e festive;
•    garantire fin dove è possibile un’assistenza ai funerali , ai matrimoni, ai battesimi;
•    garantire fin dove è possibile il servizio della Messa feriale;
•    ci sono poi le celebrazioni particolari in tempi particolari: Vespri, Adorazioni Eucaristiche, processioni, Messe del mese di Maggio, ….
Nei confronti dei ragazzi:
•    far rilevare scadenze importanti;
•    rotazione dei ruoli ;
•    distribuzione degli impegni.
Un buon gruppo ministranti dovrebbe ritrovarsi con una certa periodicità (ogni settimana per esempi o ogni quindici giorni…) Senza questo minimo di incontri si condanna il gruppo all’approssimazione e allo sbando. Si dovrebbe sempre prendere nota delle presenze per poi comunicare agli assenti il programma settimanale. Si dovrà stilare la tabella degli impegni, sentita la reale disponibilità dei ministranti presenti (ci sono settimane in cui qualcuno non può per vari motivi, c’è chi si ammala, ecc.) e poi esporla nell’apposita bacheca in sacrestia o dintorni. Qui ci vuole inventiva ed esperienza: sarebbe utile sentire come i diversi gruppi sanno organizzare turni e appuntamenti
•    Ci sono quelli che suddividono i ministranti in gruppi e poi studiano un sistema ciclico a rotazione che vale per tutto l’anno. Ogni gruppo ha poi il suo responsabile che è pronto ad avvisare per eventuali variazioni o urgenze.
•    Ci sono quelli che stilano ogni volta il calendario settimanale o quindicinale degli impegni.
•    Ci sono quelli che hanno anche messo in atto una catena telefonica come sistema veloce per avvisare tutti in caso di necessità.
•    Ci sono quelli che mettono lì una tabella dove ciascuno si segna spontaneamente.

 

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